La vostra Vogalonga

Raccontateci le vostre esperienze, dateci i vostri suggerimenti e le vostre proposte per migliorare la manifestazione …..

30 pensieri su “La vostra Vogalonga

  1. VOGALONGA FOR EVER
    Impressioni di un canottiere diversamente-giovane, esordiente alla 40^ Vogalonga

    E’ finita.
    L’evento a lungo atteso è già alle spalle e mi ha lasciato un misto di felicità e di malinconia.
    Due giorni a Venezia, anche se già la si è visitata cento volte, rappresentano sempre un incontro emozionante: questa città ha un’anima propria, respira come un grande cetaceo adagiato sulla sua laguna.
    I canali, le calli, i campielli sono porosi, assorbono le sensazioni di quanti vi vengono in visita e restituiscono storia, stupore, meraviglia, rimpianto.
    Chiunque è passato qui ha sognato di possedere una casetta in fondo ad uno di quei vicoletti stretti che non portano da nessuna parte se non su di un piccolo canale, una casetta miracolosamente silenziosa, lontana dal chiasso di San Marco e ricoperta di edera o glicine profumato.
    Poi, svegliandosi dal sogno, ognuno si è reso conto di quanto sarebbe difficile convivere con l’umidità, l’isolamento, la decadenza di queste mura antiche, piene di crepe simili a rughe sul volto di una anziana ma ancora bellissima signora.
    Il mio primo incontro con Venezia risale esattamente a 40 anni fa ed è anch’esso legato al canottaggio.
    Era il 20 maggio del 1974 allorché, di passaggio da Trieste a Milano, dopo aver gareggiato nei Campionati Italiani in tipo regolamentare e in attesa di disputare i Campionati Nazionali Universitari, i miei compagni di equipaggio ebbero l’idea di fermarsi qualche ora a Venezia per pranzare e fare una passeggiata.
    Allora non avevo ancora 19 anni, ero il più piccolo dell’equipaggio e fui ben contento di seguire gli anziani alla scoperta di un mondo per me, giovane universitario napoletano, del tutto inesplorato.
    Venezia mi apparve bellissima, con il colpo di teatro che ancora oggi si realizza ogni volta che si lascia il treno e si scendono gli scalini della stazione di S.Lucia: si aprì ai miei occhi un palcoscenico che mi lasciò senza respiro fatto di chiese, ponti, acqua di mare, fughe di tetti rossi e finestre simili a merletti.
    Dopo, trasferito a Milano, sono tornato più volte in laguna per turismo e per lavoro, subendo ogni volta la stessa fascinazione.
    Quest’ultima volta è stata diversa.
    Attraversare la laguna ed i canali, specie il Canal Grande, passare davanti la Cà d’Oro e sotto il Ponte di Rialto a bordo di una barca a remi non solo ti pone in una prospettiva diversa: quel remo che fende l’acqua ti fa entrare dentro la sostanza più recondita della città, in un certo modo replica l’atto d’amore tra l’uomo e la donna.
    Venezia per due giorni è stata la mia amante.

    * * * * *

    Resta da capire cosa sia la Vogalonga.
    E’ una gara sportiva, oppure una gigantesca kermesse, una mega festa di paese alla quale accorrono oltre 7.000 canottieri e canoisti provenienti da ogni parte del mondo, spalmati su circa 2.000 imbarcazioni?
    Per me la Vogalonga è e resta un’autentica regata: 30 chilometri sarebbero sport anche se percorsi di corsa oppure semplicemente camminando a piedi, figurarsi su delle barche che a causa dell’attrito dell’acqua, del loro stesso peso e del peso di coloro che ci stanno sopra esigono un notevole sforzo per essere governate e condotte.
    30 chilometri in spazi aperti, ma con fondali bassi, dove la brezza ti aiuta a vincere l’afa, ma anche attraverso canali dritti o curvilinei, tra isolette ricoperte di verdi canneti oppure abitate, come Burano e Murano, dove negli spazi stretti la brezza non riesce a passare ed il caldo può diventare asfissiante.
    30 chilometri in compagnia di gente vestita di ogni colore, che ti sorpassa e viene risorpassata più volte: alla fine si fraternizza per il solo fatto di condividere buona parte della strada d’acqua.
    Quando poi si arriva al ponte dei tre archi, all’imbocco del Cannaregio, si crea una enorme ingorgo di barche che tentano di entrare in un imbuto e ci si meraviglia di come mai gli incidenti siano tutto sommato pochi e soprattutto senza danni considerevoli alle persone e alle cose.
    Onore ai sommozzatori dei Vigili del Fuoco che fisicamente spostano le chiglie delle barche, anche quando sono pesanti come la nostra vikinga o, come dicono a Venezia, “quattordesona” (peraltro con soli 12 canottieri oltre il timoniere a bordo), rischiando in prima persona.
    Quest’anno mi è capitato di vedere un gig a quattro di colore verde con a bordo un equipaggio francese restare incagliato con la poppa tra due scalini di marmo, messo di traverso pericolosamente a bloccare il Cannaregio: uno spettatore con dei forti e ben assestati calcioni e rischiando di scivolare in acqua è riuscito a liberarlo.
    Questa è la Vogalonga: tutti sono in competizione tra loro ma, in fondo, tutti si danno una mano come e quando possono.
    Chi ha voglia di scoprire la Vogalonga ha un vastissimo repertorio di foto a disposizione: le foto rappresentano bene la realtà, ma manca qualcosa d’importante.
    Gli odori.
    L’odore salmastro della laguna, il sudore misto alla salsedine e, soprattutto, l’odore del legno e della resina delle barche, delle vernici, del grasso che serve a lubrificare gli scalmi ed i carrelli.
    La mia Vogalonga è stata percorsa sotto i colori della Canottieri San Cristoforo di Milano insieme a dieci generose ragazze, un giovane e fisicato timoniere ed un compagno di voga di poco più grande di me, il che per un quasi cinquantanovenne rappresenta un bel sollievo.
    A causa di una sosta tecnica per un bisognino dalle parti di Burano e dell’ingorgo al Cannaregio la nostra regata non è durata poco: ci abbiamo messo quattro ore e mezza a tagliare il traguardo a Piazza San Marco, ma dopo di noi dovevano arrivare ancora circa 1.500 imbarcazioni.
    Quindi bilancio tutto sommato positivo sotto l’aspetto sportivo, positivissimo sotto quello turistico e motivazionale.
    Il sottoscritto si è anche permesso durante la regata di intonare più volte alcuni classici della canzone napoletana, per ricordare che insieme alla gara c’è anche la festa e che Napoli, al pari di Venezia, è una capitale del mare.
    Unica nota stonata: dopo la premiazione, sotto un sole che spaccava le pietre, abbiamo dovuto riportare la “quattordesona” a Mestre ed ho vissuto un’ora di crisi: un autentico principio di insolazione.
    Il nostro coach Raffaele se ne è reso conto e mi ha dato il cambio al carrello, lasciandomi la barra del timone.
    Un grazie e tanto di cappello alle mie brave e coraggiose compagne di voga che, pur essendo esauste, senza batter ciglio mi hanno riportato a riva dove una doccia ed un paio di bevande fresche mi hanno rimesso in sesto.
    La 40^ Vogalonga è terminata, sono tornato a Milano ma ho ancora negli occhi i colori e nelle narici gli odori che mi hanno accompagnato e già ho nostalgia di Venezia, dell’avventura e del mare.

  2. carissimi organizzatori, ancora un abbraccio per le magnifiche regate.
    Ci permettiamo 2 consigli per migliorare ancora la vostra bellissima manifestazione che finalmente dall’anno prossimo ha raggiunto i suoi obbiettivi !! :-)
    - la passerella che dalla terraferma va sui pontili a Tronchetto andrebbe allargata del doppio per permettere la movimentazione più comoda delle barche lunghe. Attualmente si rischia sempre di finire in acqua o di procurarsi uno strappo. Non dovrebbe essere una spesa eccessiva !

    - Non è pensabile scaglionare le partenze, per evitare poi i mitici ingorghi ai tre archi ?

    Allora, a presto per una supermagnifica 40° edizione !!!!!!!!

  3. A mature age Aussie rower would be very happy to row with a crew of ancient mariners in the Voga 2013
    if anyone is looking for a crew. I will be in Venice from 17 May. Please email me if you have a spare oar. gandleemartin@gmail.com
    Cheers
    Geoff

  4. I am a senior rower from Melbourne, Australia. I am holidaying in Venice – arriving on 16 May. I would be very happy to join any crew of seniors who are short of an oar. We row ‘backwards’ in Oz but I would love an opportunity to try the Venetian style and see where I’m going at last!
    If anyone is interested I’m at gandleemartin@gmail.com
    Best Wishes for a happy row
    Geoff Martin

  5. Tutto bene come organizzazione, tranne l’entrata in rio di “Canaregio” che purtroppo le jole con i remi aperti da ambo i lati chiudono il canale.Saluti,alle prossime,e,SALDI IN POPPA.G

  6. Partecipiamo da molti anni, sempre con imbarcazioni lagunari mosse da “Voga alla Veneta”!!
    La Manifestazione è sempre bella e partecipata. Sentita e desiderata anche dai nosri Soci.
    Grosso neo: la QUOTA DI ISCRIZIONE è diventata eccessiva nel corso degli anni, a fronte dell’impegno dei vogatori e del poco che viene corrisposto agli equipaggi.

    • Ci rendiamo conto che la crisi economica preme e cercheremo di trovare rimedio. Vogliamo però sottolineare che la quota di partecipazione é rimasta invariata negli ultimi 3 anni nonostante il contributo del Comune di Venezia sia stato dimezzato. A ciascuno dei partecipanti viene consegnato un manifesto, una maglietta, un diploma e una medaglia. Oltre a ciò vengono estratti premi tra tutti i partecipanti. Quest’anno sono state sorteggiate 3 mascarete da regata, 10 paia di remi e 10 paia di forcole. Vengono inoltre rimborsate tutte le spese dei volontari e pagate tutti i costi per l’organizzazione dell’evento. Il tutto senza sponsorizzazioni esterne e con molte molte ore di dedizione da parte per esempio mia e di altri componenti del comitato, a fronte di nessun contributo. Se si confronta la spesa di iscrizione con le spese che affrontiamo per una pizza e una birra, il cinema o altro, mi pare che la Vogalonga, perché possa rimanere una manifestazione autonoma, meriti questo contributo.Il problema è che a volte proprio a molti veneziani questo contributo pesa perché non sanno più riconoscere cosa è la partecipazione vera, dettata dalla passione, rispetto a quella invece dove si propongono come comparse e figuranti, magari pagati per partecipare come in molte altre manifestazioni remiere.
      Buona giornata.
      Antonio Rosa Salva

      • Perchè oltre ai gadget previsti, non mettete anche un adesivo ricordo da apporre sulle nostre imbarcazioni

        Un affezionatissimo delle vogalonga e di Venezia

        Marco (Roma)

        • Grazie per il suggerimento. In effetti è una richiesta che ci è stata fatta qualche altra volta e che prenderemo in considerazione.
          Arrivederci a maggio.

  7. ciao
    Scrivo per il Morges Rowing Club in Svizzera. Vorremmo partecipare alla Vogalonga. Ma non possiamo venire con le nostre barche.
    E ‘possibile affittare posti direttamente i club a Venezia?
    L’ho fatto qualche tempo fa una richiesta al comitato sul sito ufficiale, ma fino ad oggi non ho ancora ricevuto una risposta.
    La prego mi risponda al più presto, anche se non è possibile.
    In attesa di una risposta da voi, rivolgo i miei migliori saluti e felice anno nuovo 2013!

    Annie

    • Buongiorno, abbiamo avuto qualche problema aggiornando il sito e probabilmente la sua richiesta é stata persa. Ci scusiamo di questo. Per quanto riguarda le imbarcazioni non ci occupiamo direttamente di questo, ma le consigliamo di prendere contatto direttamente con le remiere e associazioni di voga di Venezia e dintorni per chiedere delle imbarcazioni. Anche su Facebook può essere utile.
      Grazie e arrivederci a maggio.

  8. Dopo tanti anni di vogalonga mi rende conto che a chi la gestisce non importa nulla della sicurezza dei partecipanti, taxi e motoscafi circolano liberamente facendo apposta a far rischiare barca e vita a chi per la passione del remo ci mette il cuore. Le grandi manifestazioni dovrebbero fermare la città intera per un giorno vedi ad esempio le maratone, ma purtroppo i veneziani sono troppo superficiali per capirlo presi dal vendere la loro città ed ergerla a monumento decadente. NON SI PUO’ REMARE CON MOTOSCAFI CHE TI SFIORANO!!UNA VERGOGNA!!!

    • La sicurezza e il buon risultato della Vogalonga sta a cuore al comitato e a tutti quanti contribuiscono alla manifestazione.
      Ogni anno prendiamo accordi con le autorità competenti e vengono emesse le apposite ordinanze per regolamentare il traffico acqueo lungo tutto il percorso e durante tutta la Vogalonga. Purtroppo non sta a noi ma agli organi di controllo far rispettare queste regole.
      Chi organizza la manifestazione e tutti i volontari che prestano assistenza lungo il percorso sono veneziani che hanno la sua stessa passione per la voga e per il remo. Insieme credo si debba continuare a far vivere questa giornata del remo pur nelle difficoltà e non abdicare a chi Venezia la vuole solo sfruttare e violentare.
      Comunque la ringraziamo: ogni messaggio è per noi uno stimolo nel tentare di superare i molti problemi e di continuare.

  9. Voglio partecipare alla Vogalonga 2013 con una yole da coastal rowing. Non so come iscrivermi. Ho mandato una mail agli organizzatori ma non ho ricevuto risposta. A chi posso rivolgermi? Se qualcuno può aiutarmi mi fa un grande favore. E lo ringrazio anticipatamente.

    • Buonasera, le modalità di iscrizione non sono ancora state definite. Il comitato è in attesa di tute le autorizzazioni e permessi per poter definire il tutto e stabilire regolamento e modalità di partecipazione ed iscrizione. Non appena possibile verrà pubblicato sul sito ufficiale e nei canali di social network. Presumibilmente entro la fine di febbraio.
      Cordiali saluti.
      Antonio Rosa Salva

  10. Sono 25 anni che partecipo regolarmente alla Vogalonga con un 4 yole.
    I componenti l’equipaggio sono tutti canottieri del Circolo D.L.F. di Roma.
    Ulcuni di loro sono veterani di Vogalonga con oltre 30 anni di partecipazione. Inutile descrivere l’emozione che proviamo ogni anno nel ripercorrere il percorso della manifestazione, lo conferma la nostra stessa assidua e costante presenza. Una curiosità sta nascendo in me…., per quanto tempo ancora?

    • La famiglia Rosa Salva tramanda la propria attività a Venezia da più di cinque generazioni. Forse, anzi siamo certi, che almeno per quanto dipenderà da noi anche la Vogalonga sarà un patrimonio da tramandare di generazione in generazione. Lo faremo perché sostenuti dagli appassionati come voi e dal nostro amore per il mondo della voga e per la nostra laguna. Arrivederci al 19 maggio.

  11. Personalmente non partecipo più alla vogalonga da qualche anno, dopo aver maturato la convinzione che questa manifestazione non persegue in alcun modo lo scopo per cui è nata. Si è gradualmente trasformata in una semplice attrazione turistica. Per quanto sia scritto in evidenza sulla prima pagina del sito, la lotta al moto ondoso non è perseguita in alcun modo se non a parole. I veneziani, come me, che non la fanno più sono sempre di più, ampiamente sostituiti da foresti per cui le presenze son semopre maggiori e si pensa che vada tutto bene così. Auspico che gli organizzatori se ne ravvedano e diano nuovo slancio allo scopo fondante della Vogalonga. Potrebbero ad esempio pretendere il blocco della navigazione a motore lungo tutto il percorso per l’intera durata della manifestazione. Questo mi sembra il minimo indispensabile per poter dire di lottare contro il moto-ondoso. Peraltro sarebbe anche una buona misura per la sicurezza dei partecipanti.

  12. Questa per me e’ stata l’ottava Vogalonga,una indimenticabile giornata
    Mai vista tanta partecipazione
    Visitare Venezia con la propria imbarcazione, rigorosamente a remi,suscita sempre una grande emozione,e’ un tuffo nella storia
    Al prossimo Anno

    Saluti,Marco Iezzi

  13. Sono tanti anni che andiamo in canoa nelle acque dei fiumi e canali del nordest, nei primi anni ottanta mi sono girato la laguna con la canadese e la tenda, posti e ricordi belli, paesaggi incantati e fuori dal tempo, ma una cosa così “inglobante” è la prima volta che la vivo, la partenza in bacino di San Marco è stata fantastica, bassi nei nostri kayak ci sembrava di poter andare fino a riva semplicemente saltando da una barca all’altra, tante ce n’erano e poi la quiete dei canali rotta dal rumore di remi e carrelli dei vogatori, e i ragazzi della Giudecca, e la corrente di Murano fino all’apoteosi dell’ingorgo nel rio di Cannareggio ad al passaggio in Canal Grande. Beh, mi sa tanto che non sarà l’ultima, troppo bella.
    P.S. complimenti agli organizzatori per come hanno gestito le iscrizioni.

  14. sarebbe bene chiudere tutta venezia, come si fa per milano alla maratona o nelle domeniche speciali, invece di lasciare motoscafi e taxi a sfrecciare tra i canali.

  15. Un mio corrisponente estero, molto fiero di aver partecipato all’ultima Vogalonga, mi chiede quante imbarcazioni siano arrivate prima di lui…Dove posso trovare una progressione degli arrivi?
    Grazie e cordiali saluti

  16. Difficile esprimere in poche righe quello che ho provato a pagaiare attraverso i canali di Venezia e per la sua laguna fino a toccare l’incantata Burano e la più industriosa Murano. Non so se si è più colpiti dalla bellezza sublime dei luoghi o dall’entusiasmo della pittoresca e variegata truppa dei vogatori partecipanti. Il mio grazie sentito va agli organizzatori con un unico consiglio: tenete duro, via le grandi navi dalla laguna !!! Nicola

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